Trasmissione tardiva Modello Unico 2013: quello che bisogna sapere

di | 1 Ottobre 2013 - 16:44


Ieri scadeva ufficialmente il termine per la presentazione del modello Unico 2013. La scadenza ordinaria riguardava la trasmissione telematica delle dichiarazioni per tutti i contribuenti, esclusi quelli in situazioni particolari: ad esempio, coloro che sono coinvolti in operazioni straordinarie o che hanno un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare.

La trasmissione tardiva

In caso di omissioni o ritardi, però, non tutto è perduto. Infatti i contribuenti possono, sia pur entro termini rigorosi, regolarizzare la propria posizione.
Le dichiarazioni trasmesse entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria (quindi entro il prossimo 30 dicembre), anche se fuori tempo massimo, sono ugualmente considerate valide a tutti gli effetti. Oltre tale data, invece, la dichiarazione si considera irrimediabilmente omessa ma, se viene presentata, costituisce titolo valido per riscuotere l’imposta dovuta in base agli imponibili indicati.
In caso di presentazione tardiva entro il 30 dicembre, la regolarizzazione delle violazioni commesse ha un costo contenuto, visto che la sanzione è ridotta a un decimo del minimo.
Le sanzioni, in ogni caso molto lievi, divergono a seconda che vi siano o meno imposte dovute.

Non vi sono imposte da pagare

In caso di assenza di imposte dovute, il ravvedimento comporta il versamento della sola sanzione ridotta pari a 25 euro (un decimo di 258 euro). Nel caso vi sia una dichiarazione unificata, ovvero un modello unitario che contiene più dichiarazioni, la sanzione deve essere pagata per ciascun tipo di dichiarazione compresa nel modello Unico tardivamente trasmesso.

Vi sono imposte da pagare

Se invece sono dovute imposte, oltre a sanare la tardiva presentazione, occorre anche regolarizzare i versamenti eventualmente non effettuati. Per questi ultimi la sanzione ridotta è pari al 3,75% (un ottavo della sanzione del 30%), per i versamenti effettuati oltre 30 giorni dal termine di scadenza. Da un punto di vista operativo, il versamento della sanzione legata alla presentazione della dichiarazione tardiva va effettuato usando il modello F24 codice tributo «8911», indicando come periodo di riferimento l’anno nel quale la violazione è stata commessa.

Dichiarazione omessa

La scadenza 30 dicembre è, dunque, particolarmente importante per il contribuente che non vuole scivolare da una semplice dichiarazione tardiva (con le modeste sanzione appena viste) ad una ben più grave dichiarazione omessa, che comporta sanzioni decisamente più pesanti. Nel caso di omessa dichiarazione (redditi, Irap, Iva e sostituti d’imposta), infatti, l’articolo 1 del decreto legislativo 471/97 prevede una sanzione amministrativa che va dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute.
Nella peggiore delle ipotesi, quindi, si rischia di andare a pagare quasi due volte e mezzo l’importo non dichiarato.

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