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Svezia e Norvegia stanno perdendo il loro appeal da paradisi al riparo dalla crisi del debito europeo in un momento in cui le loro valute sono sopravvalutate al massimo degli ultimi quarant’anni.
La banca centrale di Svezia ha tagliato i tassi di interesse in un secondo meeting il 16 febbraio dopo che le esportazioni, che rappresentano circa la metà della produzione nazionale, sono diminuite del 6% nel mese di dicembre. Il commercio estero norvegese ha invece registrato una flessione del 4,3% nel quarto trimestre dello scorso anno. La corona svedese è di circa il 25% più costosa, mentre la corona norvegese di oltre il 40%, sulla base di una rilevazione dei costi relativi dei beni e dei servizi effettuata dall’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo.
L’effetto dell’incremento della corona sulla crescita, tra le turbolenze dell’Euro-zona, segna un’inversione dalla fine del 2010, quando governatore della Riksbank Stefan Ingves ha cessato di occuparsi della gestione della moneta. Il suo omologo norvegese, Oeystein Olsen, ha detto invece la scorsa settimana che è pronto ad agire sulla forza della Corona.
Il ministro delle Finanze svedese Anders Borg ha dichiarato il 17 febbraio che il governo taglierà le previsioni di crescita allo 0,5% da una stima di agosto all’1,3%, proprio perchè la crisi del debito riduce le esportazioni dagli stabilimenti Electrolux AB con sede a Stoccolma ai cuscinetti SKF AB.
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