Il summit del 28 e 29 giugno è, certamente, l’evento più rilevante per la politica e l’economia di questo momento. Importanti decisioni dovranno essere prese e sono numerose le misure da discutere per salvare l’Europa, la sua moneta e tutto il sistema economico occidentale.
Il fascicolo contenente le proposte e le decisioni da affrontare al summit è stato redatto a otto mani da: Jose Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, Mario Draghi, Capo della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Juncker, Presidente dell’Europgruppo.
La "bozza", così chiamata dal Financial Times riguarda diverse questioni dell’economia comunitaria: riportiamo qui il sunto delle proposte che verranno discusse e che daranno all’Unione Europea maggiore spazio d’azione nella politica economica comunitaria e in quella dei singoli stati.
Prima regola dell’Unione Europea: Unione Fiscale
L’ambizioso piano è quello di portare l’Europa verso l’unione fiscale, dando più poteri a Bruxelles che, in questo modo, funzionerebbe come un ministero della finanza per i 17 paesi membri dell’UE. Le proposte per l’attuazione della tanto discussa unione fiscale sono contenute in un rapporto che verrà presentato durante il vertice e che delina, grossomodo, la possibile outline dell’unione bancaria e politica.
Il sentiment del mercato durante i giorni pre-summit è un diffuso timore che l’eurozona possa rientrare nella "zona pericolosa". Il mercato dei bond e quello azionario sono stati duramente colpiti dagli ultimi trascorsi europei: le dimissioni del neo-ministro dell’economia in Grecia e la formale richiesta di bailout giunta da Cipro.
Sistema di controllo sui bilanci nazionali
Oltre ai disegni per l’unione fiscale, la Commissione Europea presenterà un dettagliato disegno per regolamentare la situazione dei paesi che si sottrarranno agli impegni presi ed i cambiamenti prosposti verranno messi al voto tra tutti i paesi membri. Berlino, infatti, spinge per un maggiore controllo sui bilanci nazionali come una precondizione necessaria per la mutualizzazione del debito sovrano.
Benché la revisione del sistema dei bilanci venga descritta come "proposta", l’Europa guadagnerà potenti mezzi per ’punire’ i paesi che non si adegueranno ai nuovi standard, compreso quello di imporre ingenti ammende.
Le misure da discutere andranno oltre quelle proposte lo scorso anno, ad oggi Bruxelles ha la possibilità di rivedere i bilanci nazionali prima che siano proposti ai parlamenti, ma non l’autorità per imporre dei cambiamenti.
Più poteri per Bruxelles, più poteri alla Comunità
Tra i nuovi poteri di Bruxelles, la proposta prevede anche un accordo collettivo dei paesi membri riguardo al livello del debito. In altre parole, se un paese avesse bisogno di maggiori prestiti sarebbe anzitutto costretto a chiedere l’approvazione degli altri paesi membri.
I funzionari europei hanno avvisato che si tratta ancora di "una bozza", il report a otto mani non parla esplicitamente di azioni immediate nella direzione degli Eurobond, ma lascia intravedere passaggi graduali che comprendono anche i cosiddetti "eurobill" - la mutualizzazione limitata dei debiti a breve termine. Si accenna, anche ad un fondo di "redenzione" - destinato alla mutualizzazione per i paesi in cui il debito supera il 60% della produzione economica.
Supervisione del sistema bancario
Le proposte relative al sistema bancario sono state ampiamente discusse, si tratta di un fondo di 500 miliardi di euro che, all’occorrenza, fornirebbe un’iniezione di capitale direttamente alle banche in crisi. Ma la "bozza" prevede anche la creazione di un potere di supervisione comune al sistema bancario europeo.
L’idea, inizialmente appoggiata dal governo tedesco, dirigeva l’attenzione di questo organo di supervisione soltanto alle banche nazionali, mentre il programma che sarà discusso prevede che il nuovo supervisore abbia potere di intervenire anche sugli istituti più piccoli, laddove lo ritenga necessario. Ma la Germania si è mostrata alquanto restia a dare all’Europa tutta l’autorità sulle banche di credito regionali tedesche, così politicamente influenti.
Traduzione a cura di Federica Agostini per Forexinfo.it - Fonte: Financial Times




