Spagna declassata. S&P: un quadro desolante

di | 14 Ottobre 2011 - 16:20

SPAGNA, S&P. L’agenzia Standard & Poor’s ha abbassato di una tacca il rating sovrano della Spagna, accentuando la pressione dei mercati su Madrid, mentre i leader europei e il G20 stanno cercando di trovare una soluzione alla crisi del debito.

Il rating spagnolo a lungo termine è passato da "AA" a "AA-" e S&P ha assegnato un outlook negativo, mettendo in evidenza la crescita debole, la pesante disoccupazione, il debito elevato del settore privato e le più severe condizioni creditizie.
Nel mercato obbligazionario, il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni in Spagna è salito di 2,8 punti base, al 5,24%, portando nella sua scia il suo omologo italiano.
Secondo i traders, la Banca centrale europea (BCE) ha acquistato Venerdì mattina titoli del debito sovrano in entrambi i paesi, Spagna e Italia, ansiosi di mantenere il costo di finanziamento sostenuto da Madrid e Roma ad un livello accettabile.

Il declassamento della Spagna da parte di S&P, che segue una decisione simile da parte di Fitch, la scorsa settimana, arriva poco prima della riunione dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20, questo Venerdì a Parigi, in cui l’attenzione sarà focalizzata sulla crisi europea.

In un comunicato, S&P tratteggia uno scenario desolante per l’economia spagnola e abbassa la sua previsione di crescita del prodotto interno lordo (PIL) di circa l’1% nel 2012, contro una previsione dell’ 1,5% risalente a febbraio. Per il 2011, l’agenzia prevede una crescita di circa lo 0,8% in termini reali.
"Nonostante segnali di forza nella performance economica durante l’anno 2011, abbiamo osservato un aumento del rischio per le prospettive di crescita in Spagna, a causa dell’alto tasso di disoccupazione, delle condizioni finanziarie più difficili, di un livello sempre elevato del debito privato e del probabile rallentamento economico dei principali partner commerciali della Spagna", ha precisato S&P.

L’agenzia dice di attendersi che la qualità delle attività del settore finanziario continueranno a deprezzarsi. Standard & Poor’s ritiene inoltre che la riforma del mercato del lavoro sia "incompleta", e costituisce quindi un ostacolo alla ripresa dell’attività economica.

In un comunicato agli investitori, il Tesoro spagnolo ha criticato questa valutazione.

"S & P sottovaluta la portata senza precedenti delle riforme strutturali che sono state intraprese, e, ovviamente, ci vorrà tempo perchè diano i loro frutti", ha scritto.
Da parte sua, la Commissione europea ha detto che la Spagna ha compiuto passi significativi per regolare le proprie finanze.
Esiste il rischio che la quarta economia della zona euro possa cadere nel prossimo anno in recessione, dice S&P, con una possibile contrazione dello 0,5% del prodotto interno lordo (PIL) nel 2012 secondo uno scenario ribassista previsto da S&P.

"Potremmo abbassare il rating ancora se, conformemente al nostro scenario ribassista, l’economia si sta contrarrà nel 2012, se la situazione fiscale della Spagna si discosterà significativamente dagli obiettivi fissati dal governo, o se ulteriori riforme sul mercato del lavoro e altre riforme per sostenere la crescita saranno adottate in ritardo", ha proseguito.
Per Jürgen Michels, economista di Citi a Londra, il mercato resta cauto circa l’evoluzione delle finanze delle regioni spagnole e considera che le difficoltà di bilancio di Madrid non scompariranno in un prossimo futuro.

"Il governo centrale ha fatto progressi ma siamo ancora in attesa di un miglioramento delle finanze regionali (... e) l’adeguamento del mercato immobiliare non è affatto finito", ha sottolineato.
La decisione di Madrid di posticipare alcune privatizzazioni a causa delle difficili condizioni del mercato, come per la lotteria nazionale o gli aeroporti, potrebbe aggravare la capacità dello Stato di ristabilire l’equilibrio.
Quale conseguenza della decisione di S&P, il differenziale di rendimento tra bonos spagnoli decennali e Bund tedesco di medesima scadenza, è cresciuto di 8 punti base (bps), portandosi a 318 bps.
Allo stesso modo, il costo di assicurazione contro l’insolvenza (CDS) sul debito spagnolo a cinque anni è aumentato di 10 bps, a 389 bps, secondo Markit.

La Spagna ha il peggior tasso di disoccupazione dell’Unione europea, oltre il 21%, che riflette la lenta crescita della sua economia, lo scoppio di una bolla immobiliare e le politiche di austerità guidate dal governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero.
Il nuovo governo formatosi dopo le elezioni del 20 novembre avrà il difficile compito di cercare di riportare le finanze di Madrid a galla.

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