Saxo Bank: analisi su Dollaro e Franco

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Saxo Bank: analisi su Dollaro e Franco Svizzero del 3 febbraio 2012

Pubblicato il 03 02 2012 alle 12:18 da Redazione

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Saxo Bank: analisi su Dollaro e Franco Svizzero del 3 febbraio 2012

Nell’analisi quotidiana di Saxo Bank si parla di Dollaro USA e Franco Svizzero. Vediamola insieme:

USD: spesso il dato americano sul mercato del lavoro rappresenta la pubblicazione macroeconomica più importante del mese, ed infatti riesce sovente a sorprendere sia gli investitori che gli analisti. La maggioranza di quest’ultimi si aspetta un dato compreso tra 120K e 175K unità di lavoro generate, formando un consensus medio di 140K. Si tratta di stime, ma come abbiamo appena detto, frequentemente il dato risulta essere fuori da questo range di aspettative. Ci si deve aspettare che quindi rimanga il fattore che guiderà i tassi di cambio sul dollaro? Questo è ciò che è accaduto nello scorso novembre, dove i forti dati hanno sostenuto il dollaro (si veda grafico sotto). Ma questo effetto si sta esaurendo per due motivi: 1) anche il più lento analista degli Stati Uniti sta aggiustando le previsioni allineandosi con coloro che pensano che i dati americani non siano più così sorprendenti positivamente. Le aspettative degli analisti sono anche cambiate, però, e sembra che buoni dati negli Stati Uniti ci abbiano abituati a vederli migliori di alcune economie europee, per cui ora i dati sorprenderebbero se fortemente sopra le attese (nel nostro caso sarebbe sorprendente un dato superiore a 230-250 unità). 2) fino a poco tempo fa, si pensava che quei dati positivi visti negli scorsi mesi avrebbe convinto la FED ad abbandonare i piani di Q3. Queste speranze sono state soppresse dall’ultimo incontro FOMC e dalla conferenza del chairman Ben Bernanke di settimana scorsa. La FOMC non sembra essere impressionata dai miglioramenti dei dati economici americani e quindi sembrerebbe che Q3 rimanga una soluzione aperta. Ma ciò significa anche: l’attuale debole mercato del lavoro è una preoccupazione di elevata importanza per la FOMC. Solo qualora i dati pubblicati uscissero fortemente positivi, gli investitori potranno aumentare le speranze che il FOMC abbandoni i piani di Q3.

Concludendo, se il dato non sarà fortemente positivo, è difficile che parta subito il movimento sul dollaro. Tuttavia fino a che la resistenza di 1.3281 rimane inviolata, ribadiamo la view di medio termine a favore del dollaro, anche se i dati non dovessero sorprendere. Appuntamento alle h 14:30 CET.

CHF: considerato il fatto che l’EURCHF ieri si trovava attorno all’annunciato floor di 1,20, la SNB ha deciso di “farsi sentire”: il governatore della SNB Thomas Jordan ha ribadito d’esser pronto ad acquistare valuta estera in quantità illimitata. Ma perché tutte le grandi case di investimento ne parlano stamane? I prezzi al consumo sono 0,7% più bassi rispetto al livello dell’anno precedente. Escludendo i prezzi dei beni energetici, la figura raggiungerebbe addirittura 1,1% (più basso). Quindi se la SNB effettua delle dichiarazioni, ciò è dovuto meramente al rischio deflazione. Tra gli operatori del mercato delle divise, il dibattito più acceso non è la credibilità o meno sull’intervento, ma il livello nel quale interverrà. Molti investitori hanno posizionato la loro strategia sul famoso floor di 1,20 e quindi gli stop loss si trovano a 30-40 pips sotto lì. Tuttavia in questo scenario, l’attesa sta spingendo il prezzo spot verso quel livello. Quell’aria è anche di grande interesse per i trader di opzioni. Quindi, se il mercato riuscisse a spingere il tasso di cambio EURCHF sotto 1,20, siamo certi di assistere ad uno scivolone più ampio difficile da quantificare (50-100 pips in un giorno solo?).

Spread BTP-Bund: stamane lo spread è in discesa e si trova a 375 punti, calcolato su un rendimento del decennale italiano pari a 5,586%.

Articolo a cura del servizio analisi tecnica Saxo Bank

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