Ritenuta d’acconto: come funziona? Ecco i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

di | 16 Marzo 2013 - 13:24


I sostituti d’imposta (datori di lavoro) che corrispondono dei compensi ai lavoratori autonomi per la loro attività devono operare una ritenuta d’acconto del 20% (30% per i lavoratori non residenti, a titolo d’imposta non di acconto) a titolo di acconto dell’IRPEF. La certificazione dei compensi corrisposti ai lavoratori autonomi deve essere allegate al Modello 770 dei sostituti di imposta. Come funziona? Ecco tutti i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Quali sono i redditi sottoposti a ritenuta?

Sono soggetti a ritenuta d’acconto i compensi:

  • per prestazioni di lavoro autonomo e occasionale, anche sotto forma di partecipazione agli utili;
  • per prestazioni rese a terzi o nel loro interesse;
  • per l’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;
  • quelli sugli utili provenienti da contratti di associazione in partecipazione, quando l’apporto dell’associato è composto esclusivamente dalla prestazione lavorativa;
  • quelli sugli utili per promotori e soci fondatori di S.p.a., in accomandita per azioni e a responsabilità limitata;
  • quelli sui redditi relativi alla cessione di diritti d’autore da parte dello stesso autore;
  • quelli sui diritti per opere d’ingegno, ceduti da persone fisiche non imprenditori o professionisti che le hanno acquistate.

Non sono invece sottoposti a ritenuta:

  • i compensi dal valore inferiore di 25,82 euro, corrisposti da enti pubblici o privati, che non hanno come oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, per prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Le aliquote della ritenuta d’acconto

Come abbiamo accennato, le aliquote considerate sono del 20% o del 30%. In particolare, l’aliquota al 30% si applica ai compensi per non residenti per l’uso economico di opere dell’ingegno, invenzioni industriali, brevetti e similari. Se suddetti compensi sono versati a organizzazioni stabili in Italia di soggetti non residenti, viene applicata la ritenuta del 20% a titolo di acconto.

La base imponibile della ritenuta d’acconto

Rientrano nella base imponibile:

  • compensi professionali;
  • rimborsi a piè di lista (effettivamente sostenute) per le spese di viaggio, vitto e alloggio;
  • spese documentate anticipate dal professionista e rimborsate dal committente.

Non concorrono alla base imponibile:

  • contributi previdenziali previsti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde;
  • eventuale addebito in via di rivalsa del contributo per la cassa nazionale dell’ordine professionale;
  • compensi ricevuti a titolo di rimborso spese anticipate, in nome e per conto del cliente, a patto che non rappresentino spese inerenti alla produzione del reddito di lavoro autonomo e che siano analiticamente documentate.

Riassumendo:

Tipo di reddito Aliquota Base imponibile
Compensi per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale 20% 100%
Compensi per l’assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere 20% 100%
Compensi ad associati in partecipazione che apportano solo lavoro 20% 100%
Partecipazione agli utili di soci fondatori o promotori 20% 100%
Compensi di qualsiasi natura per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale corrisposti a soggetti non residenti 30% 100%
Compensi per cessione di opere d’ingegno, brevetti industriali, marchi d’impresa, formule, ecc. corrisposti a soggetti non residenti 30% 100%

Quando si versa la ritenuta d’acconto?

Il sostituto d’imposta (datore di lavoro) deve versare la ritenuta d’acconto entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento attraverso il Modello F24 unicamente con modalità telematiche per i datori titolari di partita Iva (codice tributo 1040).

Certificazione della ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto corrisposta deve essere certificata dai soggetti che le hanno effettuate. La certificazione deve essere consegnata entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state corrisposte le somme e deve indicare:

  • l’importo totale delle somme corrisposte;
  • l’importo delle ritenute e delle detrazioni di imposta effettuate, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali;
  • altre eventuali informazioni non obbligatorie (esempio l’IVA).
Iscriviti alla Newsletter Gratuita

Riceverai nella tua casella una rassegna quotidiana dei migliori articoli.

Commenti

Buongiorno,
vorrei avere una delucidazione in merito.
Chi non supera i 5000€ l’anno può richiedere il rimborso della ritenuta d’acconto?
Grazie
Saluti
Annarita

inviato da ospite il 27 Maggio 2014 alle 15:19Rispondi

Chi deve pagare la ritenutad’acconto

Non sperando i 5000.
Euro

inviato da carlot ferruccio giiseppe il 25 Settembre 2014 alle 08:09Rispondi

Inserisci il tuo commento
Quotazioni in tempo reale
EURUSD -
GBPUSD -
EURCHF -
USDJPY -
XAUUSD -
Migliori BrokerForex e CFD