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La situazione del Portogallo si avvicina sempre più a quella greca. A preoccupare non è più soltanto il rischio di contagio da Atene e Lisbona, ma arrivano anche i rendimenti sui titoli di stato.
Livello record per il tasso dei titoli decennali, registrato al 15%. Il trattamento dei titoli è al 50% del loro valore facciale. Aumento esponenziale anche per i CDS, i derivati che assicurano dal rischio di un default: oggi sono stati registrati a 1365 punti base.
Nonostante la Banca Centrale Europea sia intervenuta nella questione del debito italiano e spagnolo, immettendo liquidità, per il Portogallo non si profilano interventi del genere. Al contrario, i mercati vociferano già di un possibile nuovo piano di aiuti per Lisbona e di una conseguente ristrutturazione del debito nazionale.
Ricordiamo che l’ammontare del debito pubblico del Portogallo è al 93% del Pil e che il paese dovrà rimborsare oltre 12 miliardi di titoli di stato la cui scandenza è ormai prossima: queste sono le stime che è possibile evincere dalla banca dati Capital Iq di Standard & Poor’s. Proprio l’agenzia di rating, inoltre, ha recentemente declassato il Portogallo al livello minimo.
La strada imboccata da Lisbona sembra non essere troppo diversa da quella greca. Anche i bond decennali di Atene, sei mesi fa, erano trattati, infatti, al 50% del loro valore facciale ed oggi il tasso è sceso al 30%.
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