Istat: rallenta l’inflazione in Italia

di | 13 Dicembre 2012 - 14:22

Il mese di novembre registra un lieve calo dei prezzi al consumo in Italia, che si fermano al 2,5%, dal 2,6% di ottobre, un rallentamento che riporta il costo della vita a marzo 2011. Lo rileva l’Istat, confermando le stime preliminari sulla base dell’indice Nic con tabacchi (a 106,3).

Carburanti

Il risultato si deve soprattutto alla frenata dei prezzi dei carburanti che, rispetto al mese scorso, sono scesi sia per la benzina che per il gasolio per mezzi di trasporto, abbassandosi del 2,1% su mese (+11,6% su anno dal +15% di ottobre). Nel complesso, la verde è calata del 4,1% su base mensile e il diesel dell’1,8%. Su base annua, il rincaro della benzina frena all’11,3%, da 16,3% di ottobre, e quello del gasolio a 13,9%, dal 17,9% di ottobre.

Inflazione di fondo

Piccolo miglioramento anche per l’inflazione di fondo, misurata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, che si ferma a 1,5%. Parlando dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell’indice d’inflazione rallenta all’1,6% (+1,7% nel mese precedente). Rispetto a un anno prima, il tasso di crescita dei prezzi dei beni scende al 2,9%, dal 3,4% del mese precedente, e quello dei prezzi dei servizi sale all’1,9% (era +1,7% a ottobre). Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi si riduce di sette decimi di punto percentuale rispetto al mese di ottobre. Dal cibo ai carburanti, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori (il cosiddetto carrello spesa), diminuiscono dello 0,1% sul mese precedente e il tasso di crescita su base annua scende significativamente, passando al 3,5% dal 4% di ottobre.

Altri settori

Il Foi, cioè l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato al netto dei tabacchi, segna un calo dello 0.2% su base mensile e un contemporaneo rialzo del 2,4% su base annua. Parlando dei diversi settori, l’Istat registra numerosi cambiamenti. I prezzi dei trasporti e dei servizi attivi e di ristorazione scendono entrambi dell’1,2%, mentre aumentano quelli dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche (+1,4%) su base mensile. Su base annua, l’aumento maggiore riguarda abitazioni, acqua, elettricità e combustibili, che fanno segnare un +6,4%). In crescita, infine, anche il settore dell’istruzione con un +3,1%.

Codacons

I commenti dell’Associazione dei Consumatori non si sono fatti attendere. “Un’inflazione al 2,5% non è certo una notizia da festeggiare, dato che significa che "una famiglia di 3 persone paga su base annua una tassa invisibile pari a 874 euro in termini di aumento del costo della vita", si legge in una nota del Codacons che commenta i dati resi noti dall’Istat. La diminuzione sarebbe dovuta solamente ad un calo dei prezzi dei carburanti, “non si tratta di una inversione di tendenza dovuta ad un generale abbassamento dei prezzi. Se, quindi, il costo del petrolio tornasse a salire, l’inflazione si impennerebbe nuovamente", sottolineano infine i portavoce dell’associazione.

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