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Mentre la Cina è senza dubbio il più grande consumatore di petrolio grezzo, i trend di crescita del paese sono, a ragione, in rialzo. C’è da essere sicuri che l’incremento della domanda di automobili e la rincorsa, da parte cinese, del modello di vita occidentale determinerà un incremento dei prezzi del petrolio grezzo. Questa previsione necessita, però, di due precisazioni.
La prima è che l’attuale domanda di automobili in Cina non corrisponde alle aspettative. La seconda, invece, è che le fabbriche cinesi costruttrici di automobili hanno sicuramento prodotto più della domanda. Si tratta di una situazione che va messa in correlazione con l’eccesso di produzione nel campo della manifattura che si è prodotto in Cina a seguito delle politiche di stimolo e incentivo, da parte governativa, e a seguito anche dei trend di investimento.
Bisogna, però, tenere sotto controllo il fatto che il trend cinese di crescita va scendendo. Altri numeri da tenere a mente sono i dati della produzione interna e dell’importazione di petrolio grezzo da parte della Cina. Le importazioni mensili di petrolio grezzo sono infatti arrivate ai picchi più alti in assoluto, come potete osservare nel grafico sottostante.

E’ il tipo di grafico che in genere apprezzano i rialzisti, ma non è poi così positivamente impressionante se si osserva il calo della produzione interna, come registrato nel grafico qui sotto.

Bisogna notare che la Cina è ancora il maggior compratore di petrolio iraniano. Se l’Iran, in un certo senso, sfida le sanzioni, è perchè ha bisogno di vendere più petrolio all’Asia. Ci chiediamo, però, se la Cina vorrà ulteriormente aumentare la sua dipendenza petrolifera dall’Iran nel momento in cui il consumo interno sarà destinato a scendere. In altri termini, se la Cina aspira a divenire una potenza mondiale riconosciuta dovrebbe pensarci due volte prima di incrementare i suoi affari con l’Iran, soprattutto di fronte a nuove e più aspre sanzioni. A tal proposito, non possiamo dimenticare che il Segretario del Tesoro americano si è recato questa settimana a Bejing proprio per discutere delle relazioni fra Cina e Iran, fra le altre cose.
Se dunque l’Iran sarà capace di vendere più petrolio a Cina e Asia, significa che lo farà con un notevole sconto; oppure ne venderà una quantità minore perchè la domanda interna cinese va calando. Ad ogni modo, sembra che gli introiti iraniani in questa vendita siano destinati a scendere. Tutte queste cose insieme potrebbero costituire una scappatoia per il premio geopolitico dal prezzo corrente del petrolio.
In tutto questo non bisogna tralasciare l’effetto che potrebbe avere un nuovo QE3 da parte della Federal Reserve. Non sappiamo, però, quando il piano della FED andrà in porto, così come non sappiamo ancora se avrà lo stesso impatto di rischio sugli asset come la prima e la seconda tornata.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Currency Currents
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