Indennità una tantum co.co.pro.: come funziona? Ecco le novità 2013

di | 28 Marzo 2013 - 18:10


Il 1 gennaio 2013 è entrata in vigore la nuova disciplina sull’indennità una tantum per i co.co.pro. iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS. In materia è intervenuta la Riforma del lavoro Fornero, nonché l’INPS con la circolare n. 38 del 14 marzo 2013. Vediamo come funziona l’indennità una tantum e tutte le novità 2013.

Beneficiari dell’indennità una tantum

Chi può beneficiare dell’indennità una tantum? Gli iscritti alla gestione separata INPS con almeno una mensilità nel corso dell’anno di riferimento. Gli stessi devono rispettare i seguenti requisiti:

  • avere operato in regime di monocommittenza durante l’anno precedente;
  • avere conseguito un reddito lordo, soggetto a imposizione fiscale, non superiore a € 20.000 durante l’anno;
  • avere 4 mensilità (nel periodo transitorio 2013-2015 possono essere anche 3) accreditate presso la gestione separata INPS;
  • avere accreditato presso la gestione separata INPS almeno una mensilità nell’anno di riferimento;
  • avere maturato un periodo di disoccupazione (certificato dal centro per l’impiego) ininterrotta di almeno 2 mesi nel precedente anno.

Sono invece esclusi:

  • i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo;
  • gli iscritti alla gestione separata INPS, ma non inquadrabili nell’ambito dei contratti di collaborazione a progetto;
  • coloro che hanno stipulato rapporti di lavoro di natura differente dalla collaborazione a progetto, quali: i dottorandi di ricerca con borsa di studio, gli assegnasti di ricerca, i soggetti assicurati presso casse previdenziali diverse e coloro già titolari di pensione.

Presentazione della domanda e importo

La domanda per l’indennità una tantum, il cui modello sarà presto disponibile sul sito dell’INPS, deve essere presentata entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento e la presentazione non richiede lo stato di disoccupazione.
Se il requisito che prevede almeno una mensilità viene maturato proprio nel mese di dicembre, la domanda può essere presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento.

L’importo dell’indennità una tantum è pari al 5% del minimale annuo di reddito moltiplicato per il numero minore tra le mensilità accreditate il precedente anno e quelle non coperte da contribuzione. Nel triennio 2013-2015 l’indennità è elevata dal 5% al 7%. L’indennità una tantum è liquidata:

  • in un’unica soluzione fino a € 1.000;
  • in importi mensili pari o inferiori a € 1.000 se superiore a € 1.000.

I lavoratori il cui contratto è terminato nel 2012 sono soggetti alle disposizioni previgenti, che richiedevano i seguenti requisiti:

  • avere operato in regime di monocommittenza nell’ultimo rapporto lavorativo;
  • avere guadagnato tra € 5.000 e € 20.000;
  • non avere un contratto di lavoro da almeno 2 mesi;
  • avere almeno 3 mesi di versamenti nella Gestione separata Inps nell’anno precedente e almeno 1 mese nell’anno in corso.

Le novità 2013

Alla luce di quanto esposto, la novità principale è che le disposizioni previgenti non richiedevano la disoccupazione, bensì l’assenza di un contratto di lavoro da almeno 2 mesi.
Inoltre, visto che lo status di disoccupato deve essere relativo all’anno precedente, il richiedente può presentare domanda di indennità una tantum in concomitanza del rapporto di lavoro.

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