Indennità di malattia INPS: come funziona? Ecco la guida

di | 19 Aprile 2013 - 10:54


L’indennità di malattia INPS viene corrisposta, al posto della retribuzione, ai lavoratori, sia italiani che extracomunitari, che si ammalano.

I lavoratori interessati sono quelli del settore privato, gli impiegati del settore Terziario e Servizi, nonché i disoccupati e i lavoratori sospesi dal lavoro a patto che il rapporto di lavoro sia terminato o sospeso da non più di 60 giorni prima dell’inizio della malattia. Vediamo nello specifico come funziona.

Chi ha diritto all’indennità di malattia?

L’indennità di malattia a carico dell’INPS è dovuta:

  • agli operai del settore industria;
  • agli operai ed impiegati del settore terziario/servizi;
  • ai lavoratori dell’agricoltura;
  • agli apprendisti;
  • ai disoccupati;
  • ai lavoratori sospesi dal lavoro;
  • ai lavoratori dello spettacolo;
  • ai lavoratori marittimi;
  • ai lavoratori iscritti alla gestione separata (art. 2 comma 26 della legge 335/95).

Ne sono invece esclusi:

  • i collaboratori familiari (COLF e Badanti);
  • gli impiegati dell’industria;
  • i dirigenti;
  • i portieri.

A quanto ammonta l’indennità?

In generale per i lavoratori dipendenti l’indennità ammonta:

  • al 50% della retribuzione media giornaliera per i primi 20 giorni di malattia;
  • al 66,6% per i giorni successivi della malattia o nei casi di ricaduta.

L’indennità di malattia è ridotta:

  • durante i periodi di ricovero se il soggetto non ha familiari a carico;
  • nei casi di disoccupazione o sospensione dal rapporto di lavoro.

L’indennità non è dovuta per ciascun giorno di ritardo nell’invio del certificato, a meno che il lavoratore dimostri un motivo serio che giustifichi il ritardo. Il lavoratore deve indicare in modo chiaro e corretto l’indirizzo di reperibilità durante il periodo di malattia visto che l’impossibilità di effettuare le visite fiscali, a causa di incompleta, inesatta o mancata indicazione dell’indirizzo, comporta l’interruzione dell’indennità fino all’indicazione dell’indirizzo corretto.

Quanto dura?

L’indennità di malattia dura per un massimo di 180 giorni in ciascun anno solare per:

  • i lavoratori a tempo indeterminato dell’industria;
  • i lavoratori a tempo indeterminato dell’agricoltura;
  • gli apprendisti;
  • i lavoratori sospesi.

I primi tre giorni dell’indennità sono a carico del datore di lavoro, mentre dal quarto giorno è l’INPS che provvede al pagamento.

Casi particolari

Rispetto all’erogazione dell’indennità di malattia dobbiamo distinguere dei casi particolari sintetizzati nella seguente tabella.

LavoratoriIndennità di malattia
Lavoratori con contratto a tempo determinato Indennità per periodi non superiori all’attività eseguita nell’ultimo anno, con un massimo di 180 giorni annui. L’erogazione viene interrotta in concomitanza con la fine del rapporto di lavoro, ma è comunque garantita fino a 30 giorni di malattia anche se nell’ultimo anno il lavoro è stato svolto per meno di 30 giorni
Lavoratori agricoli a tempo determinato L’indennità di malattia è concessa purché risultino iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dell’anno precedente per almeno 51 giornate o previo rilascio del certificato d’iscrizione d’urgenza in caso di primo anno di iscrizione
Lavoratori in part-time verticale L’indennità di malattia è garantita solo per i giorni in cui è previsto lo svolgimento dell’attività lavorativa e non per quelli di “pausa contrattuale”
Lavoratori parasubordinati Hanno diritto all’indennità in caso di ricovero ospedaliero, per 180 giorni massimo nell’anno solare, e dal 1 gennaio 2007 all’indennità giornaliera di malattia, totalmente a carico dell’INPS

Visite fiscali

Al fine di verificare l’effettivo stato di malattia del lavoratore, sono previste le cosiddette visite fiscali, che possono effettuarsi tutti i giorni (inclusa la domenica e i giorni festivi) nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle 10,00 alle 12,00;
  • dalle 17,00 alle 19,00.

Se il lavoratore non viene trovato a casa durante il controllo:

  • alla prima assenza ingiustificata si verifica la perdita totale dell’indennità di malattia fino ad un massimo di 10 giorni;
  • alla seconda assenza ingiustificata si riduce del 50% l’indennità per il restante periodo di malattia.
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