Il giorno della Fed. Cosa succederà?


Dunque siamo giunti al giorno dell’evento clou della settimana dei mercati finanziari che vedrà il Chairman della Federal Reserve Ben Bernanke comunicare le decisioni del FOMC circa i tassi di interesse (che ovviamente resteranno agli odierni livelli) e soprattutto a proposito del Quantitative Easing 3 che vede attualmente la Federal Reserve acquistare 40 miliardi di dollari al mese in Treasury e altri 45 in Mortgage Backed Securities (titoli legati ai mutui immobiliari).

Naturalmente tutte le aspettative degli investitori sono legate alla possibilità che il banchiere centrale possa comunicare o paventare la possibilità di una exit strategy da questo piano di stimolo monetario eccezionale, vero e proprio propellente per il sostegno dei prezzi delle attività finanziarie negli ultimi mesi. Tutti i rialzi dell’azionario dal 2009 così come il calo dei rendimenti sull’obbligazionario a stelle e strisce sono infatti stati sostenuti dall’eccezionale combinazione di politica dei tassi d’interesse a zero e dall’enorme liquidità in dollari americani erogata al sistema. Non vi è nessun’altra spiegazione che possa infatti giustificare la crescita, paragonabile a periodi di boom economico, delle quotazioni azionarie degli ultimi anni a fronte di risultati aziendali complessivi appena modesti, e il vero e proprio tracollo dei ritorni sui titoli di stato che attualmente non consentono neanche di coprire l’inflazione attesa dei prossimi anni.

Bernanke è stato più volte chiaro circa l’eventualità di aggiustamenti al QE solo in presenza di dati rassicuranti e in crescita sul fronte del mercato del lavoro, dal momento che l’inflazione appena dell’1,4% su base annuale non appare un parametro rilevante, che però di recente ha mostrato un tasso di disoccupazione addirittura in crescita al 7,6% ancor peggiore se si pensa al tasso di partecipazione ai minimi storici.

E’ indubbio che il QE non potrà essere infinito, pena pericolose bolle speculative in particolare sul fronte del credito di cui l’America e il mondo conservano un pessimo e recente ricordo, ma verosimilmente Bernanke privilegerà ancora la cosiddetta politca “wait and see”, ben consapevole che il così nominato tapering getterebbe una pericolosa instabilità sui mercati finanziari vista la crescita dell’economia molto debole (ma che pure c’è), l’elevato debito pubblico e i diversi indicatori economici (ad esempio il mercato immobiliare) che suggeriscono ancora una fragilità strutturale. E’ verosimile perciò attendersi un discorso molto dovish che sicuramente farà cenno ad uno scenario di progressivo rientro dagli acquisti massicci di asset, ma solo a fronte di miglioramenti decisi e costanti sul fronte occupazionale.

Ciò, nell’ottica di trading diviene evidentemente sinonimo di possibile alta volatilità anche precedente alla Press Conference prevista per le 20,30 italiane, con la concreta eventualità di assistere ad una duplice fase che potrebbe vedere acquisti di dollaro americani laddove si parlasse di futuri riacquisti di asset da parte della Fed, e vendite di biglietto verde invece sull’esclusione di misure immediate in questo senso. Le price action di ieri in un certo qual modo hanno anticipato questa dinamica, con il dollaro che è andato ad apprezzarsi contro euro, sterlina e yen per poi tornare ad essere venduto fornendo l’idea di possibili breakout non sostenuti però dalla necessaria volatilità che accompagna questo tipo di movimenti; stesso dicasi per il prezzo dell’oro che ha solo tentato rotture ribassiste e dell’azionario USA che è salito per poi riappiattirsi sui livelli di apertura. Sarà perciò necessario plasmare la propria operatività tenendo conto dei possibili incrementi di volatilità (quello che in definitiva desiderano i mercati) e mantenendo la giusta flessibilità su scenari che potrebbero repentinamente cambiare e che quindi implicano scelte veloci e preferibilità di time frame stretti, oltre che stop loss in macchina che siano protettivi ma in grado di tenere a bada gli spike di volatilità ( perciò l’uso di leve moderate è d’obbligo).

EurUsd

Dopo diversi tentativi, il cambio è stato in grado ieri di rompere i massimi relativi a 1,3390 senza però la strutturale volatilità a sostengo del movimento che quindi non ha permesso al prezzo di approdare fino alle prime resistenze importanti in area 1,3430. Il quadro tecnico resta evidentemente orientato al rialzo con possibilità di correzioni sul potenziale sviluppo di una divergenza regolare su time frame a 4 ore con l’oscillatore stocastico, tradabile però a partire da supermenti decisi della media esponenziale a 21 periodi transitante in area 1,3370. Possibilità operative si presentano sui tentativi di rottura della congestione notturna che ha fatto sì che il prezzo si appoggiasse perfettamente sulla media mobile a 21 periodi del grafico orario, utile per orientare scelte di breve in acquisto sulla rivisitazione dei massimi verso l’1,3430 e 1,3475 in estensione, o in vendita sul perforamento al ribasso della stessa per l’1,3370 ed eventuali allunghi a 1,3330.

UsdJpy

Ancora contenuta in una fase di range la price action del cambio, con limite superiore a 95,70 e 93,80 a livello inferiore. Cruciale nel breve la tenuta della soglia di 95, discriminante per operazioni short con target sui minimi previo il 94,40 e long sul break del 95,70 (per assistere a violazioni delle medie a 200 ben impostate sul grafico orario) per obiettivi a 97.

EurJpy

127,20 rappresenta il supporto principale a cui guardare e su cui transita la media 21 sul 4 ore, ad ora giratasi per costituire supporto dinamico al prezzo. Buono perciò come punto di ingresso long per ripresa dei massimi relativi a 128,10 per stop in pari e possibili estensioni in area 129. Stop&reverse in caso di superamento al ribasso (del 127,20) per 126,20 e 125 in estensione.

GbpUsd

Segni di debolezza per il cable che dopo essersi allontanato dai massimi in area 1,5730 ha superato al ribasso l’importante livello a 1,5620 per rientrare poi sopra l’1,5660 sul test della media 21 del 4 ore che da ottimo ex supporto dinamico potrebbe assumere ora la funzione di resistenza. Buone le vendite perciò sotto il pivot point giornaliero per riguardare all’1,5570, con ottica di girarsi long sopra l’1,5660 per rivisitare i massimi

AudUsd

Ancora valida la violazione del canale rialzista sul cambio con superamento dei livelli statici a 0,9580 e 0,9510 e approdi precisi a 0,9440. Quest’ultimo livello rappresenta la base dell’attuale congestione delimitata al rialzo dal pivot in area 0,9510. Buona perciò l’operatività OCO sulla violazione della lateralità per vendere fino a 0,9390 in primis e comprare per lo 0,9575.

Davide Marone
DailyFX Analyst

Iscriviti alla Newsletter Gratuita

Riceverai nella tua casella una rassegna quotidiana dei migliori articoli.

Commenti

Inserisci il tuo commento
Quotazioni in tempo reale
EURUSD -
GBPUSD -
EURCHF -
USDJPY -
XAUUSD -
Migliori BrokerForex e CFD