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Nov

Il Crollo di Dubai spaventa i mercati

Borse europee di nuovo giù dopo il tonfo di giovedì e anche l’Asia sconta l’effetto Dubai. Bankitalia però rassicura: nessun problema per l’italia.

Il Msci Asia Pacific Index (-3%) accusa la flessione più grande in tre mesi sui timori di un crack di Dubai World, il conglomerato pubblico dell’emirato che mercoledì ha chiesto una moratoria sul debito di 59 miliardi di dollari, dando il via a una nuova fase di turbolenze sulle piazze finanziarie internazionali.

Tokyo oggi ha perso il 3,22%, Hong Kong scivola di oltre il 5% e Shanghai arretra del 2%. In calo in avvio anche le piazze europee. Milano, dopo aver registrato una flessione superiore al 2% in avvio, recupera ora terreno e perde meno di un punto percentuale.

I settori più colpiti dalla vendite sono assicurazioni, auto, banche e materie prime. I cali più consistenti a Piazza Affari sono di Banco Popolare, Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Il Governo di Dubai prova intanto a rassicurare i mercati. L’economia del Paese è «durevole» e «i fondamentali economici, le infrastrutture e il nostro centro finanziario permetteranno a Dubai di restare un posto attrattivo nella regione», sostiene in una nota il presidente del comitato fiscale, lo sceicco Ahmed ben Said Al Maktoum. Ma i mercati hanno i nervi scoperti e il timore di un eventuale crack della holding dell’Emirato, che ha chiesto alle banche di sospendere per sei mesi i pagamenti sul debito di 59 miliardi, per ora sulle Borse fa prevalere il pessimismo.

Nessun problema per il sistema finanziario italiano. Lo ha assicurato il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni. «Per quanto riguarda il sistema Italia non ci sono problemi - ha detto - l’esposizione è molto contenuta, non c’è alcuna preoccupazione». In merito alla possibile estensione su scala mondiale delle ripercussioni del crac di Dubai World, Saccomanni si è limitato a rispondere che «bisognerà vedere cosa succede».

Tra i creditori di Dubai World ci sono una settantina di banche: in testa l’Abu Dhabi Commercial Bank con 1,9 miliardi di dollari. Coinvolte, Credit Suisse, Hsbc, Lloyds e Rbs. Tra le italiane Unicredit ha un’esposizione «non rilevante», ha commentato un portavoce. Per gli analisti di Goldman Sachs, Hsbc avrebbe una perdita potenziale di 611 milioni di dollari, Standard Chartered di 177 milioni di dollari. Sumitomo Mitsui Financial potrebbe essere esposta per 225 milioni e Mizuho Financial per 100 milioni di dollari.

 

 
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