IVA 2013: fatturazione operazioni con l’estero, cosa cambia?

di | 14 Febbraio 2013 - 15:41


La Legge di Stabilità 2013 ha introdotto una importante modifica su ciò che concerne la fatturazione per le operazioni con l’estero. Infatti, la nuova normativa prevede l’obbligo della fattura anche per quelle operazioni escluse dall’applicazione dell’IVA poiché non territorialmente rilevanti in Italia. Pertanto la fatturazione risulterà obbligatoria nel caso in cui venga effettuata nei confronti di soggetti passivi IVA debitori di imposta in un altro Stato Ue (e in tal caso bisognerà indicare «inversione contabile»), così come nel caso in cui le cessioni di beni e le prestazioni di servizi vengano considerate effettuate fuori dalla Comunità europea (in tal caso bisognerà riportare l’annotazione «operazione non soggetta a IVA»). Questa norma specifica inserita nella Legge di Stabilità 2013 è stata stabilita sulla scia della Direttiva europea 2010/45, e riguarda, seppur in maniera complessa e a volte non molto chiara, proprio la fatturazione relativa alle operazioni internazionali.

Emissione fattura: scadenze

Il termine di emissione della fattura sia per i servizi resi all’interno dell’Ue, sia per quelli resi o ricevuti fuori dall’Ue, scade il 15 del mese successivo l’emissione stessa. Permane invece l’obbligo di emissione della fattura al momento dell’effettuazione per ciò che concerne le altre tipologie di rapporti, quali cessioni di beni e prestazioni non generiche.

La novità «geografica»

Per ciò che concerne gli acquisti e cessioni intracomunitari di beni, è stata introdotta un’altra interessante modifica, atta a cancellare la distinzione fra momento di cessione e di acquisto e a unire i due singoli momento in un’unica ed esclusiva tempistica. In base alla nuova normativa, infatti, gli acquisti e le cessioni Ue si ritengono effettuati entrambi all’atto dell’inizio del trasporto o della spedizione al cessionario dal territorio dello Stato membro di provenienza.
Non fa più fede dunque l’atto della consegna o l’effettuazione della cessione, bensì il luogo in cui si trovano i beni all’atto della partenza.
Un’altra importante novità riguarda la modifica della causa di effettuazione, effettuazione che avviene non più al pagamento dell’acconto, bensì all’emissione anticipata della fattura.

Riepilogo

Questa normativa non è di certo esente da alcuni mancati chiarimenti che dovranno essere per forza di cose postulati in breve termine. Occorre dunque fare un riepilogo di quanto fin qui affermato, cercando di chiarire il più possibile, a livello schematico, le informazioni per il soggetto interessato.

- Inversione contabile: dicitura da riportare nel caso in cui le operazioni siano state effettuate nei confronti di soggetti debitori d’imposta in un altro Stato Ue;
- Operazione non soggetta a IVA: dicitura da riportare nel caso in cui le cessioni di beni e prestazioni di servizi siano state effettuate nei confronti di soggetti stabiliti al di fuori dell’Ue;
- Effettuazione acquisto o cessione intracomunitaria di beni: avviene all’atto della consegna o della spedizione dei beni a partire dallo Stato membro di provenienza;
- Acconti incassati: non vi è più l’obbligo di emissione della fattura;
- Emissione anticipata fatture: coincide con l’effettuazione dell’operazione e, di conseguenza, con l’esigibilità dell’imposta.

Permane il regolamento vigente relativo all’esigibilità delle prestazioni di servizi rese in ambito intracomunitario, ovvero:

- Effettuazione dell’operazione: corrisponde all’ultimazione del servizio;
- Acconti incassati o pagati: permane l’obbligo di fatturazione;
- Fatturazione anticipata: risulta irrilevante e non corrisponde all’effettuazione dell’operazione.

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