INPS, visite fiscali: orari e regole. Ecco la guida per il lavoratore

di | 20 Aprile 2013 - 15:36

Visite fiscali: guida a orari e regole per lavoratori privati e pubblici. I diritti e i doveri del lavoratore rispetto alle visite fiscali.



Lo Statuto dei Lavoratori prevede che i datori di lavoro abbiano diritto a richiedere le visite fiscali al fine di verificare l’effettivo stato di malattia del lavoratore assente proprio per ragioni di salute e controllare, soprattutto, se il lavoratore che si dichiara malato si allontana dalla propria abitazione. Ecco la guida per il lavoratore sulle visite fiscali con tutte le informazioni su orari e regole.

Visite fiscali: orari

A seconda che i lavoratori oggetto delle visite fiscali siano dipendenti pubblici, privati, militari o insegnanti, gli orari e le regole sulle visite fiscali subiscono delle variazioni.

Lavoratori statali
I dipendenti statali, della P.A., insegnanti, militari, dipendenti di ASL o Enti locali hanno l’obbligo di reperibilità 7 giorni su 7, inclusi giorni non lavorativi, week end, festivi e prefestivi, nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle ore 9.00 alle ore 13.00;
  • dalle ora 15.00 alle ore 18.00.

In questa fascia oraria il lavoratore ha l’obbligo di trovarsi presso l’indirizzo indicato nel certificato di malattia per ricevere la visita fiscale richiesta dall’INPS o dal proprio datore di lavoro. Sono esenti dall’obbligo di reperibilità lavoratori la cui assenza è giustificata:

  • da patologie molto grave per cui sono necessarie terapie salvavita;
  • da infortuni sul lavoro;
  • da malattie per cui viene riconosciuta la causa di servizio;
  • dagli stati patologici relativi alla situazione di invalidità riconosciuta;
  • gravidanza a rischio.

Lavoratori privati
I lavoratori del settore privato hanno l’obbligo di reperibilità 7 giorni su 7, compresi giorni festivi e non lavorativi, nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle ore 10:00 alle 12:00;
  • dalle ore 17:00 alle 19:00.

Anche il lavoratore del settore privato ha l’obbligo di trovarsi presso l’indirizzo indicato nel certificato di malattia per ricevere la visita fiscale richiesta dall’INPS o dal proprio datore di lavoro e le categorie esenti sono le stesse riconosciute per il lavoratore statale.

Visite fiscali: regole

Il medico incaricato di effettuare la visita fiscale deve controllare lo stato di salute del lavoratore ed esaminare la patologia dichiarata nel certificato di malattia. Il medico fiscale può:

  • prolungare, eventualmente, la prognosi di 48 ore;
  • confermare la prognosi;
  • modificare la prognosi in base ad evidenti miglioramenti e mancanza di sintomi, invitando il dipendente a rientrare a lavoro;
  • richiedere una visita specialistica, a cui il dipendente deve sottoporsi obbligatoriamente, in caso di dubbi relativi alla diagnosi e patologie specifiche.

Se il lavoratore non viene trovato presso l’indirizzo comunicato sul certificato di malattia deve recarsi, su richiesta di una comunicazione ufficiale, presso la ASL, nel giorno e nell’orario comunicato dal medico fiscale, per giustificare l’assenza.

Senza un motivo valido, il lavoratore:

  • perde il diritto all’indennità di malattia per i primi 10 giorni di malattia;
  • vede ridursi l’indennità di malattia del 50% per il restante periodo di malattia, ad esclusione dei periodi di ricovero ospedaliero o di quelli già accertati da precedente visita fiscale.

Se entro 15 giorni il lavoratore non giustifica la propria assenza, l’amministrazione ha diritto a procedere alla trattenuta dello stipendio, comunicandolo all’interessato.

Il motivo dell’assenza può essere:

  • giustificato, ovvero un ragionevole impedimento, serio ed apprezzabile, che non può essere rimandato o non può verificarsi in altre fasce orarie;
  • ingiustificato, ovvero i casi in cui il lavoratore non ha assunto atteggiamenti diligenti (non ha sentito il campanello, guasto al campanello che ha reso impossibile il verificarsi della visita fiscale).

INPS: visite fiscali più fiscali

Con la circolare n. 9/2013 per l’avvio del processo di programmazione e budget per il 2013 l’INPS è intervenuta in merito alle visite fiscali chiedendo:

  • una contrazione del 5% dei costi delle visite fiscali;
  • l’aumento del 3% degli importi recuperati grazie alla riduzione delle prognosi.

I certificati di malattia nel 2013, nei primi due mesi, sono stati circa 5,33 milioni, relativi a lavoratori pubblici e privati, 207.000 in più rispetto al medesimo periodo del 2012, e, secondo l’INPS, vanno tagliati. Una decisione che non è piaciuta alla categoria dei medici e non solo.

L’Ordine dei medici di Milano ha replicato:

“Il medico che formula una prognosi non può e non deve seguire logiche di carattere economicistico, né tantomeno deve ridurla per rispondere a un’impostazione verticistica. Il sottotesto della circolare è che il 3% dei certificati è falso. Per noi è inaccettabile. Hanno inserito la malattia tra i costi, come i toner delle stampanti”.

Della stessa opinione il ministro Balduzzi:

“Le percentuali possono essere un obiettivo da raggiungere con un percorso di monitoraggio di verifiche e controlli. Non sono contrario a fissare obiettivi anche numerici, ma per arrivarci non si può immaginare una sorta di riduzione automatica, per decreto. La cosa deve essere affrontata raccogliendo esattamente i dati e aprendo una riflessione con tutti i protagonisti”.

Il sindacato dei medici, Fimmg, aggiunge:

“Il medico fiscale va a verificare se, nell’ambito di una prognosi possibile, il paziente è o non è idoneo alla sua mansione specifica. La visita fiscale serve proprio a questo, non a controllare il comportamento dei medici di famiglia”.

Iscriviti alla Newsletter Gratuita

Riceverai nella tua casella una rassegna quotidiana dei migliori articoli.

Commenti

Inserisci il tuo commento
Quotazioni in tempo reale
EURUSD -
GBPUSD -
EURCHF -
USDJPY -
XAUUSD -
Migliori BrokerForex e CFD