Il Calendario Economico odierno prevede dati d’interesse [1]. In evidenza: «10:30 GBP - Claimant Count Change - (...) CONTINUA A LEGGERE...
Importanti dati macroeconomici oggi nel Calendario Economico. Attesi gli indici americani diffusi nel pomeriggio. Già in (...) CONTINUA A LEGGERE...
Nell’analisi quotidiana di Saxo Bank si parla di Euro e Dollaro Australiano. Vediamola insieme:
EUR: ieri abbiamo assistito al consolidamento di quelle asset class rischiose, che hanno continuato il loro guadagno anche nella seduta asiatica. L’euro è riuscito ieri a tornare (seppur per breve tempo) sopra il livello di 1,3200 non solo grazie alle buone aste in Portogallo e Germania, ma anche con l’aiuto dei dati sicuramente migliorati sul PMI a livello mondiale. Mentre il settore manifatturiero per l’intera eurozona è ancora in contrazione, abbiamo assisto a dei buoni risultati sull’indice PMI di gennaio in alcuni paesi periferici dell’eurozona. Infatti il PMI dell’intera eurozona è salito solamente a 48,8 da 46,9, mentre Norvegia, Svezia, Germania e Regno Unito hanno visto un maggiore rialzo del dato, passando così da una situazione di contrazione ad una di espansione, superando il livello di 50 (che misura lo status in contrazione o espansione).
Svizzera ed Italia hanno anch’essi registrato un miglior dato, ma la situazione rimane in contrazione, specialmente in Italia con il dato salito a 44 da 43,3, ben distante da quel 50. (si veda il grafico qui sotto della situazione Europea). Buoni risultati anche in Cina e America: in Cina il PMI è uscito a 50.5 vs 49.6 atteso e 50.3 precedente, mentre negli Stati Uniti il dato è stato di 54,1 contro 53,1 precedente.

Tuttavia questi dati non sono stati sufficienti per rompere il corridoio in cui l’euro negozia da settimane: supporto a 1,3026 e resistenza a 1,3234. Stamane durante l’apertura dei mercati borsistici europei, la moneta unica ha perso 50 pips contro il biglietto verde e altrettanti contro lo yen. Pare che il solito rumours sull’imminente accordo della ristrutturazione del debito con la Grecia (citato dal porta voce del IIF Frank Vogl) abbia iniziato a generare sfiducia perché, ancora una volta, non si vede nulla di concreto ma si basa su delle speranze: alcuni investitori tedeschi hanno scritto nei loro report che la BCE non svelerà il piano di sostegno della Grecia fino a che gli investitori e i governi non troveranno un accordo scritto. Inoltre Deutsche Bank AG ha riportato una perdita di profitti pari a 76% nel quarto trimeste per delle perdite sui debiti sovrani che sono stati svalutati in bilancio (si veda report su equity). Alla vigilia dei dati sul mercato del lavoro che usciranno domani negli Stati Uniti alle 14:30, cercheremo di attuare delle strategie basate sul respingimento dei livelli sopra menzionati, a meno che nuove importanti notizie non arrivino sui mercati. Saranno trading veloci alla ricerca di 40.50 pips rischiandone 20 (possibilmente in vendita); poi ci metteremo neutrali e aspetteremo di vedere il dato di domani che potenzialmente guiderà la direzione dei mercati nella prossima settimana.
AUD: l’aussie è indomabile in questo momento: dopo il consolidamento di ieri a 1,0755 del cross AUDUSD, il dollaro australiano si mantiene forte anche stamane nonostante stamane alle 9 sia iniziato il movimento contro le valute ad alto beta. A supportare l’aussie vi è stato anche il dato sulla bilancia commerciale che è stato molto sorprendente: il trade balance di dicembre sale a 1709M da 1380M precedente, battendo di gran lunga le pessimistiche attese degli analisti di 1200M. I permessi di costruzione scesi a -1%, sembrano essere stati inosservati e difficilmente giocheranno un ruolo. Nonostante negoziamo a 1,0755 (ad un livello storicamente abbastanza alto), vi ricordo che il mercato sconta un taglio del tasso da parte della Banca Centrale Australiana (RBA) nella prossima settimana. La prossima resistenza forte è a 1,0750-60 che è stato un ostacolo nello scorso settembre ed ottobre. Qualora dovessimo violare quel livello, vi saranno diversi stop che potranno essere colpiti e quindi l’aussie potrebbe approcciare l’area di 1,08. In mancanza dei dati sul mercato Australiano, a guidare il movimento sarà ancora una volta il movimento del USD nei prossimi giorni. Il che significa che gli investitori dovranno fare attenzione al flusso di notizie che arriveranno dall’area euro e alla reazione dei mercati di fronte all’incontro del chairman della FED Ben Bernanke che parlerà del budget.
Spread BTP-Bund: stamane lo spread è tornato lievemente a salire, negoziando a 393, calcolato su un rendimento del decennale italiano pari a 5,74%.
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