Le borse europee stanno per chiudere la seduta in territorio negativo (bene però la borsa di Atene a +2,7%), complice le (...) CONTINUA A LEGGERE...
Le borse europee sono in leggero calo quest’oggi, mentre Wall Street dovrebbe mostrare inizialmente un andamento (...) CONTINUA A LEGGERE...
Ieri è stata una giornata particolarmente movimentata sui mercati finanziari e soprattutto sul mercato delle valute. Nella prima parte della seduta gli investitori hanno venduto pesantemente euro sui timori relativi alla situazione della Grecia, il cui destino resta ancora incerto dopo il rinvio degli aiuti finanziari da 130 miliardi di euro da parte dell’Eurogruppo. Ora, nella riunione di lunedì 20 febbraio, potrebbe muoversi qualcosa: i ministri finanziari dell’area euro potrebbero sbloccare un prestito-ponte da 14,5 miliardi, aspettando ancora un po’ prima di concedere l’intera seconda tranche di aiuti promessa già da qualche mese in cambio dell’attuazione di riforme strutturali e di nuove misure di austerità (che la Grecia ha comunque votato pochi giorni fa).
Tuttavia, nella seconda parte della seduta di ieri è avvenuto un’inversione del trend spettacolare grazie al ritorno dell’appetito per il rischio tra gli investitori. A sancire il ritorno degli acquisti sugli asset più rischiosi è stata la pubblicazione di alcuni dati macroeconomici americani, come i sussidi per la disoccupazione (risultati ai minimi da quasi 4 anni) e l’indice manifatturiero della FED di Philadelphia (in crescita e migliore delle attese). Insomma, la ripresa negli Stati Uniti c’è anche se lenta e gli investitori apprezzano i risultati evidenziati dagli ultimi market mover, in attesa della comunicazione odierna del dato sull’inflazione e dell’indicatore anticipatore.
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro è tornato fin sopra 1.3150 dopo aver toccato un minimo di periodo a 1.2973, anche se stamattina prevalgono le prese di beneficio dopo il rally avvenuto nella seconda parte della sessione di ieri. Il cambio potrebbe proseguire la sua salita fino a 1.3180 prima e 1.3220 poi, anche se un ritorno in area 1.31 – 1.3080 potrebbe creare i presupposti per una nuova accumulazione prima della ripartenza del trend rialzista. Non si ferma, poi, la corsa verso l’alto di euro/yen, che ha anche superato quota 104 aggiornando i massimi a due mesi.
Sul Forex lo yen è la valuta più venduta del momento, tanto che dollaro/yen è volato fino a 79.20 circa mentre il cambio sterlina/yen è salito fino a 125.20. La sensazione è che la recente mossa della BoJ di aumentare il programma di quantitative easing di 10.000 miliardi di yen abbia sancito l’inizio di una svalutazione di medio periodo della valuta nipponica, che potrebbe tornare a salire soltanto se la crisi della zona euro dovesse nuovamente peggiorare come nei mesi di novembre e dicembre scorso. Il cambio dollaro/yen ha un target di breve periodo, ormai alla portata, a 79.50, anche se a questo punto ci si aspetta un approdo a quota 80.

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