Le borse europee stanno per chiudere la seduta in territorio negativo (bene però la borsa di Atene a +2,7%), complice le (...) CONTINUA A LEGGERE...
Ieri le borse europee hanno mostrato ancora una volta un andamento molto positivo (Milano +2,45%), spinte in particolare (...) CONTINUA A LEGGERE...
Ieri le borse europee hanno mostrato un andamento contrastato, ma anche Wall Street ha vissuto una seduta poco mossa in attesa dei dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti per il mese di gennaio. Gli analisti si aspettano che i non-farm payrolls, cioè i nuovi lavoratori dipendenti nel settore non agricolo, aumentino di 150mila unità rispetto alle 200mila di dicembre. Il tasso di disoccupazione è atteso invariato all’8,5%. Nel pomeriggio sarà pubblicato anche il dato sull’ISM non manifatturiero, atteso in crescita rispetto al mese precedente. Intanto, ieri sono giunte nuove buone indicazioni dalle aste di titoli di stato di Francia e Spagna: buona la domanda, tassi ancora in calo. Lo spread Btp-Bund è sceso ai minimi di dicembre scorso sotto 380 punti base.
Nel corso della sua audizione al Congresso USA, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha dichiarato che la FED farà tutto il possibile per evitare danni all’economia americana ma non si è sbilanciato sulle prossime mosse di politica monetaria (qualcuno già intravede la possibilità di un nuovo programma di quantitative easing, ndr). Bernanke ha affermato che ci vorrà ancora tempo prima che il mercato del lavoro possa tornare a funzionare normalmente. Secondo il numero uno della FED l’economia a stelle e strisce è penalizzata dalla crisi del debito sovrano europeo, ma ha fatto anche i conti in casa propria. Secondo Bernanke la priorità per gli Stati Uniti resta il risanamento dei conti pubblici e l’obiettivo deve essere quello di evitare una crisi fiscale come accaduta in Europa.
Sul Forex il dollaro americano resta molto debole nei confronti delle major currency, in particolare contro il dollaro australiano che beneficia di un differenziale di rendimento molto elevato rispetto alla moneta statunitense. Il cambio euro/dollaro sta mostrando una progressiva riduzione della volatilità di brevissimo periodo, in attesa della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro negli USA. Attualmente il cambio quota in area 1.3150, ma finora le resistenze di area 1.3215 si sono sempre dimostrate difficili da superare. In caso di breakout rialzista, però, il cambio dovrebbe raggiungere quota 1.3280 forse già entro stasera. Il cambio dollaro/yen, invece, resta sopra 76 ma è sempre a rischio discesa con target di breve a 75.50, cioè poco sotto i precedenti minimi storici.
Sul Forex il cambio sterlina/dollaro è stato interessato ieri da prese di beneficio dopo il rally delle ultime sedute, che hanno spinto il cable fino a 1.5882. Il ritracciamento fisiologico ha trovato supporto questa mattina in area 1.5780-85, proprio sull’ex resistenza e ora supporto di breve periodo. In caso di nuovo deprezzamento del biglietto verde dopo i dati macro di oggi, il cable potrebe raggiungere 1.5880 prima e 1.5920 poi entro stasera. Tra le commodity, invece, l’oro continua a salire senza soste tanto che ieri ha raggiunto un nuovo top a due mesi circa a 1760.9$ l’oncia. Siamo ancora in zona di resistenza, ma anche in caso di pullback il trend rialzista resta sempre solido e proiettato verso quota 1800$ l’oncia. In forte rialzo anche l’argento a 34.37$ l’oncia, sui massimi da oltre due mesi. Forti vendite sul petrolio Wti, che ieri è sceso fino a toccare 95.4$ al barile sulla EMA200 giornaliera.

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