Mercato del lavoro in difficoltà. I datori di lavoro degli Stati Uniti aggiungono 18 mila lavoratori nel mese di giugno, (...) CONTINUA A LEGGERE...
Chiusura molto nervosa venerdì a Wall Street con il Dow Jones in calo dello 0,72%. Il mercato non ha apprezzato il dato (...) CONTINUA A LEGGERE...
Continuano a salire le borse dopo l’ottimo dato sull’occupazione negli Stati Uniti, che ha evidenziato una crescita oltre le attese dei nuovi posti di lavoro (escluso il settore agricolo). Gli indici azionari europei guadagnano tutti almeno più di un punto percentuale, in particolare Londra sale dell’1,65% e Francoforte dell’1,5%. Molto bene anche Wall Street con l’indice Dow Jones che segna un progresso dell’1,15% ed è sempre più proiettato verso la soglia dei 13mila punti.
Intanto, arriva ancora un dato macroeconomico positivo dagli Stati Uniti dopo quello sull’occupazione. Infatti, l’indice ISM non manifatturiero è salito a gennaio a 56,8 punti, il livello più alto da febbraio 2011. Gli analisti si aspettavano un risultato più basso a 53,1 punti, anche se sempre in miglioramento dai 52,6 punti di dicembre.
Nel frattempo l’ufficio stampa del presidente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, ha reso noto che la riunione sulla Grecia da parte dei ministri finanziari della zona euro non si terrà lunedì ma nel corso della settimana (forse mercoledì). Oggi ha parlato ad un convegno a Canton, al quale era presente il cancelliere tedesco Angela Merkel, anche il premier cinese Wen Jiabao che ha dichiarato che “la Cina non ha né l’intenzione né la capacità di comprare l’Europa” ma è disposta ad aiutarla per superare la grave crisi del debito.
Intanto, continua a scendere la tensione sui bond sovrani europei con lo spread Btp-Bund a 373 punti base. Giù anche il differenziale di rendimento tra Oat francesi e Bund tedeschi a 10 anni sotto la soglia psicologica di 100, ma anche quello tra Bonos spagnoli e Bund poco sopra 300 punti base.
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro è sceso fino a 1.3065 dopo i dati macroeconomici americani, ma ora è tornato sopra 1.31 migliorando sensibilmente il quadro tecnico di breve periodo che era stato messo in pericolo dalla forte discesa pomeridiana. Ad ogni modo tra 1.32 e 1.3215 c’è ancora una forte presenza di venditori, che impedisce ai prezzi di salire ulteriormente e puntare alla resistenza daily di area 1.3280 – 1.33. Il cambio euro/yen, invece, resta poco sotto 100.50.
Sul Forex è in fase di recupero anche il cambio sterlina/dollaro, che inizialmente era sceso fino in area 1.5750. Il cable ha, però, ripreso quota ed è tornato in area 1.58. Molto forte il cambio dollaro/yen, salito fin sopra 76.70, mentre continua a stupire la forza dell’Aussie che sta superando anche la resistenza di 1.0750. Tra le commodity l’oro quota poco sopra 1740$ l’oncia, ma in precedenza aveva subito forti vendite che lo avevano spinto fino a 1733$/oz.

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