Crisi: previsioni per il 2012

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Pubblicato il 02 01 2012 alle 09:44 da Nadia Fusar Poli

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Crisi: previsioni per il 2012

CRISI. Un vero e proprio rompicapo per gli economisti. Non è mai stato così difficile anticipare gli eventi come in questa fine 2011. Una cosa è certa: la crisi del debito non si risolverà nel 2012 ...

Uscire dal caos. Questo è l’obiettivo primario per la zona euro, chiamata a rompere il circolo vizioso dell’indebitamento degli Stati per recuperare la fiducia degli investitori. Il nuovo trattato, concordato a Bruxelles nel mese di dicembre, ha l’obbligo di determinare una sorta di elettroshock, rafforzando la disciplina fiscale dei paesi dell’area euro e dell’Unione europea.

L’implementazione, nell’estate del 2012, del Meccanismo europeo di stabilità (MES) dovrà consentire di fornire sufficiente liquidità per alleviare le tensioni (e sofferenze) di alcuni paesi asfissiati dall’insostenibile livello del loro debito, e che hanno maggiori difficoltà di accesso sui mercati del prestito. Dal trattato europeo, così come dalle decisioni delle politiche per l’area dell’euro dipenderà l’evoluzione dei mercati azionari. Il ministro delle finanze tedesco invita ad una maggiore calma; i mercati sono particolarmente nervosi e preoccupati e gli investitori a lungo termine hanno bisogno di essere rassicurati. L’IPO di Facebook potrebbe contribuire a rafforzare il mercato azionario, restituendo parte della fiducia perduta.

L’area dell’euro rischia di entrare in recessione e la questione del contagio s’impone anche nel 2012. Se le economie emergenti – soprattutto il Brasile, la sesta potenza del mondo - saranno i principali attori di un possibile rifinanziamento della zona euro, potrebbero tuttavia anche essere colpiti dalla crisi. E quindi vittime essi stessi. I primi segni di rallentamento economico e industriale si sono già fatti sentire nei paesi del BRICS (Brasile, India, Russia, Cina, Sud Africa).

Gli Stati Uniti, in cui i consumi sono in aumento, potrebbero essere una vittima collaterale. Se la zona euro non scoppierà (a meno che un governo si trova in default di pagamento), la vera questione diviene conoscere la durata e la forza di questa recessione.

Anche l’Institute of International Finance (IIF) vede la zona euro in una vera e propria recessione nel 2012. L’istituto ritiene che l’economia di Eurolandia dovrebbe registrare una contrazione dell’1% quest’anno, dopo una crescita dell’1,5% nel 2011.

L’IFF si mostra quindi molto più pessimista dell’OCSE (+0,2%), della Banca centrale europea (BCE) (+0,3%), della Commissione europea (+0,5%) o del consensus degli analisti stilato dagli analisti di Bloomberg (+0,5%). La previsione del Fondo Monetario Internazionale si attesta ancora sull’1,1%, ma i dirigenti dell’FMI hanno ammesso che dovrà essere rivista.

A livello globale, l’IIF prevede una crescita del 2,8% nel 2012 e del 3,7% nel 2013, grazie ad una ripresa generalizzata dell’attività in Europa.

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