Crisi: il fiscal cliff si può evitare? USA sull’orlo del precipizio fiscale

di | 10 Ottobre 2012 - 12:39

Secondo un articolo del New York Times, gli analisti politici ed economici sostengono che il tanto discusso fiscal cliff potrebbe essere avvertito gradualmente. Prevedendo infatti il suo impatto potenzialmente complicato e ad ampio raggio, gli analisti suggeriscono di modificarlo da fiscal cliff (letteralmente "scogliera fiscale", ma per capirci meglio potremmo tradurlo con "precipizio fiscale") a "fiscal hill" ("collina fiscale") o ancora "fiscal slope" (ossia "pendenza fiscale"): in questo modo il suo effetto sarebbe sì potente ma anche graduale, se non in certi casi addirittura reversibile.

"La pendenza fiscale sarebbe relativamente modesta in un primo momento", ha detto Chad Stone, capo economista del Center on Budget and Policy Priorities, "Un’implementazione relativamente breve delle modifiche fiscali e di spesa previste dalla normativa vigente dovrebbe causare danni a breve termine per l’economia nel suo complesso". Infatti se i policy maker non riusciranno a trovare una risoluzione fiscale per Gennaio o anche Febbraio 2013 (soprattutto a causa della forte pressione politica che riceverebbero per non essere riusciti a trovare un accordo entro il 31 Dicembre), un tale, seppur modesto, ritardo potrebbe produrre una politica che gioverebbe di più all’economia del medio-lungo termine rispetto ad un’ulteriore espansione delle imposte correnti e delle politiche di spesa.

A quali conseguenze porterebbe il fiscal cliff?

Se le misure relative alla riduzione del deficit di bilancio e alla scadenza delle agevolazioni fiscali del governo Bush degli anni 2001/2003 entreranno in vigore a fine anno, le conseguenze potrebbero essere drammatiche: infatti se da una parte la combinazione di tasse più alte e tagli alla spesa ridurrebbe il deficit di circa 560 miliardi, facendolo scendere al 4% dal 7,3% attuale, dall’altra parte porterebbe ad una crescita negativa del Pil dello 0,5% che farebbe ricadere l’economia del paese in recessione. Quasi tutti i cittadini americani subirebbero forti aumenti delle tasse, un aumento nei contributi di circa 3.500 dollari all’anno, una forte contrazione dei crediti e, secondo uno studio della George Mason University, si arriverebbe alla perdita di circa 2.14 milioni di posti di lavoro.

Evitare il fiscal cliff?

Le prospettive drammatiche per l’economia statunitense hanno spinto la Federal Reserve, l’FMI, Wall Street e altre istituzioni ancora a sollecitare il Congresso ad agire prima della fine dell’anno e secondo Ben S. Bernanke, Governatore della Federal Reserve, evitare il fiscal cliff sarebbe "il modo più efficace attraverso cui il Congresso potrebbe contribuire a sostenere l’economia americana in questo momento".

Proposte contro il fiscal cliff arrivano anche da autorità politiche: un gruppo di senatori si è riunito in Virginia per tre giorni proprio per cercare di produrre una strategia alternativa di riduzione del debito al posto del "fiscal cliff".

Per quanto riguarda i due contendenti per la Casa Bianca, il repubblicano Romney ha proposto di mettere da parte il "precipizio fiscale" ancora per un anno in modo da permettere ai legislatori di progettare dei cambiamenti radicali in materia di programmi sociali e di codice fiscale, mentre il presidente Obama ha suggerito il proprio quadro di riduzione del debito, che prevede tagli alla spesa e tasse più alte per le famiglie più ricche del paese.

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