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Crisi, Ue: aspettando il Vertice di fine giugno, ecco tutti i problemi in sospeso

News
di Martina Ercoli - 26 Jun 2012 - 12:07

Merkel: no agli Eurobond

Dopo aver rimproverato il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, per aver profilato la possibilità di un referendum per trasferire parte dei poteri decisionali da Berlino a Bruxelles, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha riaffermato la sua opposizione all’emissione di titoli di debito congiunti da parte dell’Eurozona, gli Eurobond. Merkel ha più volte sottolineato la preoccupazione che durante il Summit europeo del 28 e 29 giugno ci si concentri troppo sulla questione degli Eurobond.

Borse europee in picchiata

Ieri, anche a seguito di queste dichiarazioni della cancelliera, le borse europee hanno chiuso in forte calo, soprattutto a causa delle poche speranze che gli investitori europei ripongono nel vertice europeo del 28 e del 29 giugno.

Questa mattina le performance dei listini europei non riescono a trovare una direzione. Cac40 e Dax cedono rispettivamente lo 0,17% e lo 0,08%. Poco sopra la parità le Borse di Madrid e Londra con l’Ibex35 e il Ftse100 che salgono rispettivamente dello 0,03% e 0,02%.

Le questioni che fanno oscillare i mercati

- Cipro: ha chiesto all’Unione Europea aiuti tramite i fondi salva-Stati Efsf ed Esm per la ricapitalizzazione delle banche fortemente esposte al debito greco.

- Germania VS Grecia: Berlino ha già ribadito che non vuole assolutamente concedere alla Grecia una rinegoziazione delle condizioni del piano di aiuti.

- Spagna: sul fronte mercati, si teme che la richiesta ufficiale di fondi comunitari avanzata dalla Spagna per ricapitalizzare le banche possa essere solo il preludio a una richiesta di bailout.

- L’incontro di Parigi: in attesa dell’incontro di Parigi di oggi pomeriggio, ieri è stata firmata la proposta scritta a quattro mani dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, dal presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso, dal presidente della Bce Mario Draghi e dal presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker che prevede un no agli Eurobond e sì agli "Eurobill", un’unione bancaria che include la possibilità di concedere al fondo di salvataggio, da 500 miliardi di euro, il potere di iniettare direttamente capitale nelle banche.

In attesa del Summit di Bruxelles del 28 e 29 giugno

Le indecisioni degli investitori che sembrano non riporre troppe speranze nell’incontro del 28 e 29 giugno e i timori di un vero e proprio fiasco, mantengono i mercati in una situazione di forte indecisione.

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