Come anticipare i breakout della volatilità

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Come anticipare i breakout della volatilità

Pubblicato il 15 06 2010 alle 15:35 da Nicola D’Antuono
Come anticipare i breakout della volatilità

Abbiamo già parlato più volte delle potenzialità dei breakout della volatilità, spiegando anche come individuare le migliori congestioni e il modo per sfruttare il successivo superamento o perdita di un livello critico del prezzo. Adesso vorrei soffermarmi, invece, di un modo alternativo per sfruttare questa tipologia di configurazioni grafiche che tendono sempre a far leva sull’effetto-elastico creato dal movimento di contrazione-espansione della volatilità. L’idea di fondo della strategia è cercare di anticipare il possibile successivo movimento direzionale entrando in posizione su un tasso di cambio prima che ritorni a manifestarsi la forza della tendenza principale. Questi ingressi tendono a privilegiare soprattutto l’aspetto della riduzione del rischio iniziale, in quanto si entrerà in posizione nell’area di prezzo vicino all’estremo opposto del livello di breakout. Ad esempio, andiamo a studiare la mia strategia short sul tasso di cambio Euro/Yen del 1 giugno 2010.

Come si può osservare dal grafico orario, il cambio Eur/Jpy è stato interessato da un forte movimento direzionale ribassista che ha portato le quotazioni da 111,80 a 110,40 in meno di 180 minuti. L’area 110,40 è anche una importante zona di supporto che, come era prevedibile, ha arrestato almeno per alcune decine di minuti l’inarrestabile forza ribassista esercitata dai venditori (vedi grafico a 5 minuti). Proprio sul time frame a 5 minuti si è formata così una base distributiva di brevissimo periodo compresa tra 110,80 (dove passava anche una resistenza dinamica per la presenza della EMA20) e 110,40.

Prendendo posizione short il più possibile vicino alla resistenza di 110,80, e aiutandosi anche con l’analisi intermarket e la correlazione equity-safe haven, esisteva la possibilità di ottenere un vantaggio competitivo superiore ai 30 pip prima dell’eventuale breakdown rischiando soltanto una manciata di pip. Un rapporto rischio/rendimento del genere è difficile trovarlo per cui si tratta di una opportunità davvero ghiotta per un forex scalper. Con il successivo breakdown, e la contestuale accelerazione del momentum, il potenziale guadagno aumenta a vista d’occhio e il trader non può che consolarsi ascoltando il dolce suono del registratore di cassa.

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