Cassa integrazione e mobilità in deroga: le novità 2014

di | 30 Novembre 2013 - 17:30

Se il decreto interministeriale, all'esame di Regioni, Parti Sociali e Commissioni parlamentari, venisse approvato, ecco quali sarebbero le novità 2014 per Cassa integrazione e mobilità in deroga.

Qualche settimana fa vi abbiamo già annunciato che la Cassa integrazione in deroga è al collasso: sono circa 350.000 i lavoratori senza sussidio da almeno 8-9 mesi e, mentre INPS e Governo devono fare i conti con un numero di beneficiari che non riescono a quantificare, all’appello mancano 330 milioni di euro solo per il 2013.

E per il 2014? Dalla Legge di Stabilità 2014 è prevista un’iniezione di 600 milioni di euro per Cassa integrazione e mobilità in deroga, su cui però aleggiano altre novità, non proprio piacevoli, soprattutto in un momento come questo.

Cosa cambia dal 1 gennaio 2014 per Cassa integrazione e mobilità in deroga? Cosa prevede la bozza del decreto interministeriale (Ministero Lavoro-Economia) sul riordino dei criteri di concessione dei sussidi in deroga?

Cassa integrazione in deroga

A differenza di oggi, che sono necessari 90 giorni, dal 1 gennaio 2014 potranno accedere alla Cassa integrazione in deroga (Cigd), che non si applicherà più alle aziende in fallimento, i dipendenti con una anzianità lavorativa presso l’azienda di almeno 12 mesi.

La Cassa integrazione in deroga potrà essere concessa a operai, impiegati e quadri, ma non agli apprendisti, sospesi dal lavoro o che svolgono prestazioni a orario ridotto per:

  • contrazione o sospensione dell’attività produttiva, a causa di a crisi aziendali, ristrutturazione o riorganizzazione;
  • situazioni di difficoltà aziendale, dovute a situazioni temporanee di mercato.

La domanda di concessione andrà presentata all’INPS entro 25 giorni. L’Ente entro 3 giorni dovrà verificarne la regolarità, quantificare le risorse e trasmette la domanda alle Regioni, le quali dovranno eseguire la propria istruttoria entro 30 giorni. Dopodiché, la comunicazione di concessione sarà trasmessa entro 5 giorni all’INPS, che avrà il compito di monitorare mensilmente le domande, le prestazioni e i flussi finanziari.

Per le aziende che non sono soggette alla disciplina su Cassa integrazione ordinaria o straordinaria o fondi bilaterali, la Cigd:

  • dal 1 gennaio 2014 e fino al 31 dicembre 2014 potrà essere concessa per un periodo non superiore a 8 mesi nell’arco dell’anno;
  • dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2016 potrà essere concessa per un periodo non superiore a 6 mesi nell’arco di un anno e a 12 mesi nell’arco di un biennio mobile (non solare).

Per le aziende che sono soggette alla disciplina su Cassa integrazione ordinaria o straordinaria o fondi bilaterali, la Cigd:

  • potrà essere concessa non sopra gli 8 mesi nell’arco di un anno per tutto il 2014;
  • dal 2015 al 2016 per un periodo non superiore a 5 mesi nell’arco di un anno e per 11 mesi nell’arco di un biennio mobile (non solare).

Mobilità in deroga

Cosa cambia invece per la mobilità in deroga dal 1 gennaio 2014? La domanda, a pena di decadenza, dovrà essere presentata entro 60 giorni dal giorno del licenziamento o dalla scadenza della precedente prestazione.

Dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 la mobilità in deroga verrà concessa:

  • per un periodo massimo di 5 mesi (a cui si aggiungono ulteriori 3 mesi per i lavoratori del Sud) a coloro che ne hanno già beneficiato per 3 anni o più, anche non continuativi;
  • per un periodo di 7 mesi, non prorogabili (a cui si aggiungono ulteriori 3 mesi per i lavoratori del Sud) a coloro che ne hanno già beneficiato per meno di 3 anni.

Dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2016 la mobilità in deroga:

  • non potrà più essere concesso ai lavoratori che già ne hanno beneficiato per 3 anni o più, anche non continuativi;
  • agli altri lavoratori potrà essere concesso per non più di 6 mesi, non prorogabili (più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori del Sud).

Dal 2017 la mobilità in deroga non può più essere concessa.

Si tratta di novità sicure? Come abbiamo detto tutto deve essere ancora confermato, come sperano i sindacati, che giudicano incomprensibili questi interventi in un momento di crisi economica così profonda, soprattutto perchè, come spiega la Cgil,

"Non c’è alcun segnale che indichi una ripresa dell’occupazione nei prossimi mesi".

Guglielmo Loy, segretario confederale della UIL, ha aggiunto:

"Sono iniqui e sbagliati, descrivono un Paese irreale. Siamo certi che il Parlamento li modificherà”.

Iscriviti alla Newsletter Gratuita

Riceverai nella tua casella una rassegna quotidiana dei migliori articoli.

Commenta su Facebook

Commenta su Disqus

comments powered by Disqus
EURUSD-
GBPUSD-
EURCHF-
USDJPY-
XAUUSD-

migliori BrokerForex e CFD