ASPI 2013: requisiti, durata e decadenza. Ecco la guida completa

di | 29 Marzo 2013 - 16:40


Il 1 gennaio 2013 è entrata in vigore l’ASPI, l’Assicurazione Sociale Per l’Impiego, introdotta dalla Riforma Fornero in sostegno dei lavoratori che hanno perso involontariamente il loro impiego e che possono fare richiesta di disoccupazione sul sito dell’INPS nell’area “Servizi per il cittadino” (muniti di PIN).

L’ASPI tenderà a sostituire le indennità di disoccupazione e mobilità correnti, lasciando inalterata la disoccupazione agricola. Sono infatti esclusi dall’ASPI gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, così come i lavoratori il cui rapporto di lavoro è cessato per dimissioni o per risoluzione consensuale.

Quali sono i requisiti per ottenere l’ASPI? Ecco la guida completa con informazioni anche circa la durata e la decadenza.

ASPI 2013: requisiti

I soggetti interessati all’ASPI sono:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori dipendenti del settore pubblico con contratto a tempo determinato;
  • apprendisti;
  • artisti e personale dipendente artistico (teatrale, cinematografico).

Quali sono i requisiti che detti soggetti devono possedere?

  • disoccupazione involontaria;
  • stato di disoccupazione come da D.lgs. 181/200 (art.1, comma 2, lettera c);
  • biennio di anzianità assicurativa;
  • 52 settimane di contribuzione nel biennio precedente al licenziamento.

Quanto dura l’ASPI?

Per l’anno 2013 l’ASPI sarà così ripartita:

  • 8 mesi per gli under 50;
  • 12 mesi per gli over 50.

Per l’anno 2014:

  • 8 mesi per gli under 50;
  • 12 mesi per coloro che hanno un’età compresa tra i 50 e i 54 anni;
  • 14 mesi per gli over 50.

Per l’anno 2015:

  • 10 mesi per gli under 50;
  • 12 mesi per coloro che hanno un’età compresa tra i 50 e i 54 anni;
  • 16 mesi per gli over 50.

Per l’anno 2016:

  • 12 mesi per gli under 50;
  • 18 mesi per gli over 50.

Per l’anno 2017 (a regime):

  • 12 mesi per gli under 55;
  • 18 mesi per gli over 55.

A quanto ammonta l’ASPI?

L’indennità è rapportata alla remunerazione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 2 anni (inclusi elementi continuativi, non continuativi e mensilità aggiuntive). L’importo va diviso per la retribuzione media settimanale (numero di settimane di contribuzione) e moltiplicato 4,33 (retribuzione media mensile).

L’importo spettante è pari al 75% della retribuzione base, se quest’ultima è a sua volta pari o inferiore a € 1.080 (soglia valida per il 2013); se è superiore, bisognerà sommare il 25% ottenuto dalla differenza tra la remunerazione mensile e la parte eccedente la soglia stabilita.

L’importo definito subisce una riduzione del 15% dopo i primi 6 mesi e un ulteriore 15% dopo il dodicesimo mese. Durante il periodo di fruizione dell’indennità è riconosciuta la contribuzione figurativa.

Quando decade l’ASPI?

L’ASPI decade quando il lavoratore cessa di essere nello status di disoccupato ed inizia un nuovo lavoro (dipendente, accessorio occasionale, autonomo o a progetto).

L’ASPI decade anche in altri casi:

  • raggiungimento dei requisiti per la pensione;
  • raggiungimento dei requisiti per l’assegno di invalidità;
  • inizio di un’attività autonoma senza dare comunicazione all’INPS del reddito che si presume ottenere dalla stessa.

Per riassumere

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