Detrazione bonus edilizi in dichiarazione dei redditi, chi rischia di perderla?

Patrizia Del Pidio

9 Aprile 2024 - 14:27

La detrazione che dipende dai bonus edilizi può essere anche abbastanza corposa e rischiare di perderla può diventare un danno economico abbastanza ingente. Chi corre questo rischio?

Detrazione bonus edilizi in dichiarazione dei redditi, chi rischia di perderla?

Le detrazioni da bonus edilizi possono essere molto corpose. Basti pensare che quella al 50% che si può ricevere sulla ristrutturazione dell’immobile si calcola su una spesa massima di 96.000 euro, questo significa che lo sconto sull’Irpef massimo può ammontare a 48.000 euro da spalmare su dieci anni.

Ma non esiste solo il bonus ristrutturazione e negli anni passati molti cittadini hanno approfittato del superbonus al 110% che non aveva un limite massimo di spesa e che, tra l’altro, restituiva il 10% in più di quanto speso. Sicuramente fino al febbraio 2023 la maggior parte di coloro che sono ricorsi a questo bonus edilizio lo hanno fatto fruendo di sconto in fattura e cessione del credito, ma lo stop imposto ha portato come unica soluzione a portare il detrazione il beneficio.

Il problema della capienza fiscale nelle detrazioni dei bonus edilizi

Quando si intende fruire dei bonus edilizi il problema principale è rappresentato dalla capienza fiscale. Se non si paga abbastanza Irpef si rischia di perdere il beneficio. Torniamo all’esempio di partenza del bonus ristrutturazioni con il massimo della spesa detraibile. 48.000 euro di detrazioni da spalmare in un decennio significa portare in detrazione 4.800 euro l’anno.

Non sembra essere tantissimo, è vero, ma non lo è se non si considera che normalmente un qualsiasi lavoratore dipendente ha diritto a detrazioni annue che già abbassano la sua capienza fiscale. Detrazioni da lavoro dipendente, quelle per figli ed eventuale coniuge a carico, detrazione degli interessi passivi del mutuo, quelle per le spese mediche, per le spese funebri, per le spese di istruzione e universitarie dei figli.

Le detrazioni e deduzioni di imposta di cui si fruisce annualmente già abbattono, in parte, l’imposta dovuta e non è detto che dopo averle applicate ci sia ancora la capienza fiscale per poter portare in detrazione anche quelle spettanti per i bonus edilizi. Per questo motivo è sempre bene farsi bene i conti di quanta capienza fiscale resta tolte le detrazioni abituali che si hanno ogni anno.

Chi rischia di perdere la detrazione fiscale dei bonus edilizi?

Quello che va considerato, in ogni caso, è che la capienza fiscale va conservata per tutta la durata dell’ammortamento delle detrazioni in questione. Se, quindi, le detrazioni del bonus ristrutturazione, ad esempio, si spalmano in un decennio, la capienza fiscale deve essere conservata per tutti e dieci gli anni in cui si ha diritto alle stesse.

Chi rischia di perdere le detrazioni una volta ottenute? Un cambio di reddito, un licenziamento, un pensionamento possono portare il contribuente a perdere del tutto o in parte le detrazioni spettanti. Con il diminuire del reddito, infatti, diminuisce anche l’Irpef pagata e con essa scende la capienza fiscale che permette di fruire delle detrazioni.

Supponiamo che un lavoratore sia licenziato e invece dello stipendio per un periodo percepisca la Naspi, quest’ultima ha un importo decisamente più basso rispetto allo stipendio e di conseguenza prevede anche un Irpef minore che consentirà di portare in detrazione meno spese. Quando si ha diritto a detrazioni che si protraggono nel tempo bisogna tenere conto anche delle variazioni di reddito che potrebbero intervenire nel corso degli anni: il rischio che si corre, infatti, è quello di andare a perdere parte del beneficio spettante.

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